Forte Ampola chiave del Tirolo

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Scopri la storia del Forte Ampola, la Grande guerra e gli antichi mestieri

La zona del Forte Ampola ha subito straordinarie trasformazioni nel corso dei secoli. Oggi rappresenta un polo culturale per la conoscenza della storia locale intesa come mutevole relazione tra l’uomo e il suo territorio.

L’importanza difensiva strategica della Val d’Ampola era nota all’Impero austriaco che da subito pose attenzione alla ipotesi di fortificazione della stessa. Nel 1895, nel contesto della Seconda Guerra di Indipendenza Italiana, prese consistenza il progetto definitivo per la costruzione del Forte.

In sostituzione di una precedente batteria in legname e terra, il forte Ampola fu edificato tra marzo e dicembre del 1861 in punto favorevole della valle sul luogo della Fucina Glisenti. Noto all’epoca come “la chiave del Tirolo” serviva a sbarrare l’accesso al cuore dell’Impero d’Austria attraverso la strada del Ponale.

Forte Ampola faceva parte di un sistema fortificato permanente, progettato e costruito dal Genio militare Austriaco tra il 1860 e il 1862 lungo la linea di confine con il Regno d’Italia e concorse all’ambizioso piano di fortificazione del Tirolo meridionale.

Forte Ampola fu protagonista nel luglio del 1866 durante la Terza Guerra di Indipendenza Italiana che vide l’avanzata in Valle del Chiese e Ledro del Corpo dei Volontari Italiani al comando di Giuseppe Garibaldi.

Su ordine dello stesso Garibaldi, dal quartier generale posto presso casa Cortella (attuale municipio di Storo), il forte fu assediato da più di 2300 garibaldini. Dopo tre giorni di serrati cannoneggiamenti fu conquistato a seguito della resa dei quasi 200 soldati austriaci, aprendo la strada per la Val di Ledro.

L’evento suscitò grande clamore sulla stampa giornalistica dell’epoca essendo il fortilizio ritenuto uno dei principali capisaldi difensivi dei confini austriaci sud occidentali.

Forte Ampola, danneggiato a causa del cannoneggiamento subito, fu demolito qualche anno dopo dagli stessi Austriaci che non lo ritennero più utile alla difesa, edificando sul luogo con i resti del forte, l’edificio ad oggi esistente.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la Val d’Ampola diviene territorio di confine della regione del Tirolo.

Con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, la valle del Chiese e la val d’Ampola furono interessate dalla progressiva avanzata delle truppe italiane della VI Divisione. La linea difensiva austriaca si attestava a nord in posizioni difensive più sicure.

Diversamente da quanto accadde per la popolazioni civili interessate dagli eventi bellici, gli abitanti da Storo, fino al confine, non furono evacuati, sia perché protetti dalla Rocca Pagana sia perché ritenuti d’aiuto alle truppe italiane. Nacque così una straordinaria convivenza tra organizzazione militare e civile, nonostante il territorio fosse a tutti gli effetti zona di guerra.

Durante la ritirata austriaca del maggio 1915, la viabilità della Val d’Ampola fu interrotta in più punti. Importanti furono gli interventi del Genio militare Italiano volti al ripristino della viabilità della valle.

Nell’area dell’ex forte Ampola, posta nelle immediate retrovie italiane, furono insediati i baraccamenti e alloggi per le truppe del 232° battaglione, che qui si stabilì fino al termine del conflitto.

Il percorso culturale permette di ripercorrere la storia del Forte Ampola e delle vicende militari che hanno caratterizzato l’area fino al termine del primo conflitto Mondiale.

Grazie alla sua particolare conformazione e localizzazione, la località del Forte Ampola ha, nel corso dei secoli, goduto inoltre di una notevole vitalità economica grazie infatti alla presenza dell’acqua e della via di comunicazione.

Il percorso storico passa anche tra i resti della settecentesca fucina Glisenti, per cui Forte Ampola è anche noto come Forte Glisenti, e di un carbonile, edificato nel 1935 dai carbonai di Bondone che abitarono in quest’area dopo la Grande Guerra.

Gli argomenti trattati sono stati realizzati in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra e la Fondazione Museo Storico del Trentino. FMST.

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