Forte Ampola chiave del Tirolo

Biglietti

Entra nella storia del Forte Ampola, terra di confine, di transiti, di guerre

La località del Forte Ampola ha subito straordinarie trasformazioni nel corso dei secoli. Oggi rappresenta un polo culturale per la conoscenza della storia della Val del Chiese intesa come relazione tra uomini e territorio.

L’importanza difensiva strategica della Val d’Ampola era nota all’Impero Austriaco che sin da inizio ‘800 sviluppò vari studi finalizzati alla sua fortificazione. Sin dai tempi più antichi infatti la Val del Chiese, che la precede, ha sempre rappresentato un corridoio di collegamento tra l’area del Mediterraneo e i territori d’Oltralpe. Anche la Val d’Ampola quindi, collegata ad essa, rappresentava una pericolosa via d’invasione.

Fu nel 1859, nel contesto della Seconda Guerra di Indipendenza Italiana, che prese consistenza il progetto definitivo per la costruzione del Forte.

In sostituzione di una precedente batteria in legname e terra, il forte d’Ampola fu edificato tra marzo e dicembre del 1861 in punto strategico della valle sul luogo della da poco dismessa Fucina Glisenti. Noto all’epoca come “la chiave del Tirolo” Forte Ampola aveva lo scopo di sbarrare l’accesso al cuore dell’Impero attraverso la strada del Ponale.

Forte Ampola faceva parte di un sistema fortificato progettato e costruito dal Genio militare austriaco tra il 1860 e il 1862 lungo la linea di confine con il nascente Regno d’Italia e segnò l’inizio di un ambizioso ed incessante piano di fortificazione del Tirolo meridionale. Per i successivi sessant’anni l’attività di fortificazione della regione divenne sempre più intensa tanto che complessivamente si possono contare nella regione più di 80 opere di difesa.

Forte Ampola fu protagonista durante la Terza Guerra di Indipendenza Italiana che, nel giugno e luglio del 1866, vide l’avanzata in Valle del Chiese e Ledro del Corpo dei Volontari Italiani Cacciatori delle Alpi al comando di Giuseppe Garibaldi.

Dal quartier generale posizionato presso il palazzo Cortella (attuale municipio di Storo), il 16 luglio il forte fu assediato da più di 2300 garibaldini. Dopo tre giorni di cannoneggiamenti, il 19 luglio fu conquistato a seguito della resa dei 4 ufficiali e quasi 200 soldati austriaci Kaiserjager, aprendo ai garibaldini la strada per la Val di Ledro.

L’evento della presa del Forte suscitò grande clamore sulla stampa giornalistica dell’epoca, anche internazionale, sia per la figura del condottiero, sia in quanto il fortilizio era ritenuto uno dei principali capisaldi difensivi dei confini austriaci sud occidentali.

Forte Ampola, danneggiato parzialmente dal cannoneggiamento, fu demolito qualche anno più tardi dagli stessi Austriaci che non lo ritennero più utile alla difesa, ed edificarono sul luogo, con i resti del forte, l’edificio ad oggi esistente.

Giovanni Battista Unterveger, pioniere della fotografia in Trentino di vedute e monumenti, fotografò l’area dove era esistito il forte d’Ampola.

Giuseppe Cesare Abba scrisse sull’accaduto una delle più belle pagine della letteratura garibaldina.

Con l’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915, la valle del Chiese e la val d’Ampola furono immediatamente interessate dalla progressiva avanzata delle truppe italiane della VI Divisione. La linea difensiva austriaca si era ritirata a nord in posizioni difensive più sicure.

Diversamente da quanto accadde per la popolazioni civili delle Giudicarie interessate dagli eventi bellici, gli abitanti da Storo, più lontani dal fronte fino al confine, ottennero di rimanere nelle proprie case protetti dalla Rocca Pagana e potendo essere d’aiuto alle truppe italiane. Nacque una eccezionale convivenza tra organizzazione militare e civile, e il paese fu trasformato in un grande campo militare. Per tale particolare condizione il paese visse un periodo economicamente florido.

Il fonte delle Giudicarie fu relativamente tranquillo e il paese non soffrì troppo dei disagi di una guerra lunga e sanguinosa.

Le strade che l’Austria costruì si rivelarono pericolose vie d’invasione per questo durante la ritirata austriaca nel maggio 1915, la viabilità fu interrotta in più punti. In Val d’Ampola importanti furono gli interventi del Genio militare Italiano volti alla loro ricostruzione.

Sul luogo dell’ex forte Ampola, posto nelle immediate retrovie italiane, si stabilirono i baraccamenti e alloggi per le truppe del 232° Battaglione, che si stabilì fino al termine del conflitto.

Il percorso culturale permette entrare nella storia appassionante del Forte Ampola e delle vicende che hanno caratterizzato l’area fino al termine del primo conflitto Mondiale, nel luogo dove sono state vissute.

Grazie alla sua particolare conformazione e localizzazione, la località Ampola fu nota per la vivacità economica grazie anche alla presenza dell’acqua e della via di comunicazione.

Il percorso storico passa anche tra i resti della settecentesca Fucina Glisenti, per cui Forte Ampola è anche noto come Forte Glisenti, e di un carbonile, edificato nel 1935 dai carbonai di Bondone che abitarono l’area dopo la Grande Guerra.

Gli argomenti trattati sono stati realizzati in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra e la Fondazione Museo Storico del Trentino FMST.

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